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La Legge 68/99

La Legge 68/99 e l’inserimento lavorativo dei ragazzi con sindrome di Down e disabilità intellettiva.

Scopri gli incentivi per chi assume oggi persone con sindrome di Down e disabilità intellettive.


Valgono anche per coloro che lo fanno con noi: senza stress.  

Indubbi vantaggi

Ci sono degli incentivi interessanti per coloro che prendono in considerazione l’inserimento lavorativo di una persona con sindrome di Down o con disabilità intellettive.

Ma a noi piace inziare il discorso con i risultati di un sondaggio della multinazionale della consulenza McKinsey (già commentato da corriere.it per conto di Enzo Riboni) che ha sentito manager e lavoratori e ha concluso che la presenza di persone con sindrome di Down porta a un notevole miglioramento della «salute aziendale» in almeno cinque direzioni: leadership, soddisfazione dei clienti, risoluzione dei conflitti, motivazione dei dipendenti e clima interno.

Gli incentivi pratici

Gli incentivi per le aziende sono anche di natura pratica. Nel caso di persone con disabilità intellettiva con percentuale di invalidità civile superiore al 45%, quindi tutte le persone con sindrome di Down, per esempio, l’incentivo è pari al 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per la durata massima di 5 anni (sessanta mesi) sia in caso di contratti a tempo indeterminato (come era precedentemente) sia nel caso di contratti a tempo determinato purché di durata non inferiore a 12 mesi.

Ulteriore importante novità è l’accesso all’incentivo: l’Art. 13 così riformulato prevede che entro 5 giorni dalla domanda dell’incentivo da parte del datore di lavoro, l’INPS notifica la disponibilità o meno dei fondi. Entro 7 giorni dalla comunicazione il datore stipula il contratto del quale entro i successivi 7 giorni ne dà notizia alll’INPS.

La circolare INPS 99/2016 illustra le indicazioni operative rispetto all’applicazione degli incentivi previsti dall’Art. 13 della legge 68/99, così come modificato dall’Art. 10 del decreto legislativo n. 151/2015 per le assunzioni di lavoratori con disabilità effettuate dal 1° gennaio 2016.

Gli incentivi in questione sono cumulabili con l’esonero per massimo 2 anni dal versamento del 40% dei contributi previdenziali nel limiti massimo di € 3.250 per chi assume a tempo indeterminato (legge 208/2015, Art. 1, comma 178). Inoltre l’incentivo per l’assunzione delle persone con disabilità è cumulabile anche con il Bonus occupazionale previsto dal programma Garanzia Giovani nel limite del 100% dei costi salariali.
Per il procedimento di ammissione all’incentivo da parte dei datori di lavoro si rimanda alle istruzioni contenute dal punto 7 della circolare INPS.

Inutili resistenze

Per molte aziende ottemperare alla legge 68/99 che obbliga all’assunzione di una quota di disabili apparae ancora farraginoso, ma non lo è affatto se vi rivolgete a realtà simili alla nostra: perché siamo facilitatori di processo senza alcuno stress.

La diffidenza, poi, è maggiore verso le disabilità intellettive, le più temute ai fini della produttività aziendale. Il pregiudizio viene dalla disinformazione. Se, per esempio, si conoscesse l’indagine internazionale di McKinsey che riguarda le persone con sindrome di Down (sD), molto potrebbe cambiare. La multinazionale della consulenza ha sondato manager e lavoratori e ha concluso che la presenza di persone con sD porta a un notevole miglioramento generale dell’ambiente lavorativo.

Come si inserisce Vale un Sogno nella situazione italiana.

In Italia le assunzioni sono da incentivare e, certamente, grazie a realtà come la nostra con un percorso di inserimento, costituito da accompagnamento durante tutto il tirocinio formativo e eventuale successivo inserimento lavorativo, è reso molto più semplice sia per il ragazzo sia per l’azienda grazie alla lettura e al supporto del personale educativo Valemour.

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